GENNAIO: UN MESE PICCANTE.......

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Appartenente al genere Capsicum come i peperoni, il peperoncino piccante è coltivato dall'uomo almeno da cinquemila anni. Testimonianze archeologiche in tutta l'America centro-meridionale ne certificano l’uso diffuso, era praticamente l’unica spezia impiegata dalle civiltà precolombiane.

Approda in occidente col ritorno di Colombo e, a differenza di altre solanacee arrivate dal nuovo mondo, in poco tempo viene coltivato e usato dalle classi meno abbienti, grazie alla sua facile acclimatazione nel Sud Europa e al costo spesso eccessivo delle altre spezie. Nel tempo la sua coltivazione si è estesa in Africa e in tutte le zone tropicali e temperate dell'Asia.

La sua rapida e larga diffusione ha portato alla selezione di numerosissime varietà dai molteplici gusti e colori, dalle forme più strane e dalle piccantezze diaboliche. Anche il vostro Balconorto, se ben soleggiato, potrà accogliere gran parte dei peperoncini coltivati nel mondo.

Terra e vasi

Il peperoncino predilige terreni soffici, sciolti e leggermente acidi, mentre teme i ristagni d'acqua, evitate quindi i substrati argillosi. Ammendate il terriccio con argilla espansa, agriperlite e anche un po' di sabbia di fiume, fino ad avere 1/3 del substrato costituito da materiale drenante.

Con un ulteriore strato basale di argilla espansa, scongiurerete i temuti ristagni d'acqua. Non usate i sottovasi! Mai!

Per quanto riguarda le concimazioni, non è necessario abbondare con l’azotato, il peperoncino predilige fosforo, calcio e potassio, la cornunghia naturale è l’ideale.

E' preferibile scegliere i vasi in terracotta, regolatevi con le dimensioni considerando che per una sola pianta è necessario un vaso con diametro minimo di 25 cm e profondità 30 cm. 

I semi di peperoncino possono essere acquistati presso i negozi specializzati in giardinaggio e piante, oppure essere ricavati direttamente dai frutti. I semi raccolti dai peperoncini prodotti in casa possono tranquillamente conservare la loro germinabilità anche due o tre anni, se messi in condizioni favorevoli (ambienti freschi, ben aerati ed asciutti, conservati in un sacchetto di tela o di carta).


Con il passare del tempo la germinabilità dei semi tende via via a ridursi, rendendo sempre più difficile la germogliazione di nuove piantine. I semi più “vecchi”, inoltre, possono aver bisogno di temperature più elevate e particolari attenzioni per germinare. L’umidità è un fattore indispensabile per la germinazione, ma bisogna stare molto attenti agli eccessi che possono causare la formazione di muffe far marcire il seme. Per quanto riguarda il vaso, si possono ad esempio utilizzare contenitori del diametro di 15 centimetri all’interno dei quali far germogliare 4 o 5 semi, ben distanziati fra di loro.


Il contenitore nel quale far avvenire la semina deve essere mantenuto in un luogo caldo, con temperature di almeno 25-30°C. Assolutamente da evitare sono gli sbalzi di temperatura, particolarmente dannosi per i germogli. In commercio si possono trovare attrezzature specifiche per la germinazione, come ad esempio dei tappetini riscaldanti per mantenere ottimali le temperature. Molto utili sono anche i germinatoi o germ-box, anch’essi riscaldati, mentre una soluzione molto più economica è collocare i contenitori per la germinazione vicino ad un termosifone o una stufa.


Se non si dispone di un sistema di riscaldamento, i semi germoglieranno ugualmente, ma impiegheranno più tempo. Intorno ai 28°C la germinazione si osserva in genere dopo una settimana, ma a 20°C bisognerà attenderne almeno tre o quattro. Al di sotto dei 10-15°C invece il peperoncino difficilmente germoglierà; molto più probabilmente, il seme tenderà a marcire nella terra.


Un “trucco” cui frequentemente si ricorre per favorire la germinazione è collocare i semi non direttamente nel terreno oppure nella carta assorbente leggermente bagnata (opzioni che comunque rimangono valide), ma sopra a bustine di camomilla usate, ben inumidite. Se si scegliesse di piantare i semi nel terreno umido, la profondità non deve essere maggiore di 8-10 millimetri. Nel caso utilizzassimo bustine di infuso oppure carta assorbente bagnata, non appena avviene la germogliazione le piantine vanno trasferite nel terreno umido.

Tempi di raccolta

In genere da metà estate in poi i vostri peperoncini da verdi inizieranno a virare di colore, esistono varietà che passano dal nero fino al rosso vivo quando maturi, altre che assumono tonalità viola o sfumature di giallo. Se coltivati in zone calde, la maturazione proseguirà fino a inverno inoltrato. Capirete che sono pronti per la raccolta dall'intensità del colore con cui chiudono il loro ciclo: un Habanero rosso sarà maturo al punto giusto quando il suo frutto sarà interamente rosso fuoco. Usate guanti e forbici per raccogliere i frutti maturi, attenzione a non toccarvi gli occhi! La capsicina che contengono e che li rende cosi particolari vi potrebbe sorprendere e far piangere!

Ci sono varietà da consumare fresche come gli Habanero, altre da appendere ed essiccare come i Cayenna, altre apprezzate per ottenere oli da condimento come il Calabrese o le varietà Thay.